Costellazioni di desiderio

Lui mi guarda fissandomi con quello sguardo indagatore che non lascia scampo a vie di fuga. Oltre il bancone il barista continua il suo lavoro; a tratti sembra persino che il riflesso delle bottiglie proietta nei suoi occhi costellazioni di desiderio.
Allungo la mano verso il pacchetto sul tavolo; faccio scattare l’accendino e accendo una sigaretta, e aspetto che l’alone di fumo sparisca. E quando i nostri sguardi finalmente s’incrociano di nuovo, mi sorride: un lampo di denti bianchissimi e di occhi ammiccanti.
Ecco arrivare da lontano la solita ansia rotolante, come se dal pavimento in legno salissero soffi di aria umida; come se lì sotto, nella cantina, ci fosse una enorme massa di vapore che cercasse di farsi strada attraverso mille piccoli soffi d’aria immaginaria.
Rimango ansante a guardarlo al di là del bancone, ascoltando il mio respiro; mi tocco la fronte con la mano destra, e la sento umida di sudore. Lo vedo sprofondare! Mi lascio andare sulla sedia, e…

Mi sveglio di soprassalto, la stessa paura sudata di prima in sogno. Questa volta c’è la stanza a proteggermi, e con essa tutto quello di cui ho bisogno. Lui mi è accanto che dorme tranquillamente, senza più ostacoli; e penso che niente e nessuno potrà più farci del male.
Mi accendo la prima sigaretta della giornata, e mi sento ritornare ad essere parte di qualcosa che ora mi appartiene.

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