Un racconto ai margini di periferia (1)

Si era chiesto perché incontrarsi proprio al Museo, dall’altra parte della città, in quel quartiere ai margini di periferia; e per giunta in quella giornata di nebbia. Se lo era chiesto lungo tutto il percorso, attraversando a piedi una città che lui conosceva poco. Del resto dal suo appartamento preso in affitto da poche settimane con altri tre ragazzi sapeva appena arrivare all’università, e raggiungere il McDonald’s due isolati più avanti. Ma perché, si ripeteva mentalmente, proprio al Museo Etrusco?
Nel quartiere dove lui era cresciuto, invece, si conoscevano un po’ tutti; del resto una città di provincia porta anche a questo: le persone si incontrano, si salutano, si sorridono, si domandano del tempo e delle giornate che hanno davanti. Ma qui, in questa città metropolitana, lui si sentiva spaesato, quasi al limite dello stordimento. Non dico della paura, ma quasi.
Ecco, adesso fermo all’angolo della strada in attesa del verde e attraversare per raggiungere l’isolato opposto, si ricordò di questa cosa che non c’azzeccava niente con il momento, ma la pensò. Aveva letto da qualche parte che nel mondo per ogni uomo c’erano sette donne e un milione di topi, o qualcosa del genere, e che con una tale superiorità numerica – se soltanto lo volessero – potrebbero dominare il mondo, ma non ricordava più se questo valesse per i topi o per le donne.
A un tratto si sentì come se fosse seguito; si voltò spesso a guardare indietro, sgranando gli occhi più volte. Aumentò il passo, preso dall’ansia di arrivare. Doveva esserci quasi, lo avvertiva come si avverte l’odore della pioggia nell’aria;  ne fu quasi felice. E infatti, girato l’ultimo isolato di quel viale interminabile, ebbe la folgorazione: lo vide.
Fermo sull’ingresso, lo vide in tutta la sua bellezza, e comprese. Comprese che quella cosa, di farlo giungere fino a lì, era capitata a proposito; e se ne innamorò perdutamente, solo come lui sapeva fare. Ne fu felicissimo, e si sorrisero.
Si fece prendere per mano, ed entrarono. Quello che accadde dopo fa parte del loro privato, e non deve importare ad alcuno.

(c) 2013 Marniko per Banliè Muzik | Le periferie, dove prendono forma tutte le contraddizioni…

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