Finalmente libera, di respirare

Mentre chiude la porta della stanza alle sue spalle, si sente confusa. O meglio cerca di ricacciare giù quella cosa che sente salire ed esplodere incontenibile in gola. In fondo non riesce a sentirsi in colpa; né lo vuole. Perché, poi? Del resto l’ha sempre desiderato, di farlo. Lei, l’altra, fino alla voglia di fisicizzare la loro amicizia. Read More

Tre minuti all’alba

Non c’era altra via di scampo che quella di credergli, dargli credito sulla parola.
– Cos’è che non va? – chiese in modo chiaro, guardandolo dritto negli occhi attraverso il fumo della sigaretta.
All’altro, un ragazzo dai capelli arruffati e dalle labbra rosso amaranto, che gli stava di fronte seduto sul divano, senza volerlo gli tornarono in mente scene che aveva vissuto con l’uomo che aveva tanto desiderato; qualcosa che aveva a che fare con il suo aspetto, con la voglia di farci sesso, con quel suo pudico senso innato di dire e non dire le cose… Read More

Metafora fra la Via Emilia e il West

Appena sceso dal treno alla stazione Mediopadana, mi era venuto in mente che a Reggio non sarei potuto passare inosservato e trascorrere una piacevole settimana per i cazzi miei. Avevo in tasca la sua carta di credito, e questo mi rendeva felice per certi versi. Casomai avrei potuto benissimo andarmene in quell’alberghetto appena in fondo alla Via Emilia senza problemi, o nell’altro nella piazzetta dietro ai Teatri, e passare un mucchio di tempo a fare shopping  o starmene in camera a scrivere, a leggere, a cazzeggiare. Read More

Anche i demoni rendono perfetti

Il frastuono nel locale era talmente onnipresente che mi sentivo addirittura a disagio. Più che altro avevo un senso crescente, come dire?, di privazione sensoriale. Avvertivo un desiderio di fisicizzare quegli attimi di intimità. Del resto perché meravigliarmi? Mi succedeva sempre più spesso ultimamente di desiderarlo. E del resto le scappatoie difensive per evitarlo apparivano tutte fittizie. Read More

La stazione mediopadana

Quando scese dal treno a Reggio venne colto da una inquietudine improvvisa; e la stazione, una cattedrale nel deserto che si stagliava a onde sinusoidali contro l’autostrada, non faceva altro che aumentare l’ansia che gli stava salendo lenta fino a entragli dentro al cervello.
Fra meno di un’ora lo avrebbe incontrato. E si sarebbero finalmente chiariti, di tutto questo tempo trascorso l’uno lontano dall’altro. Read More

Ora, o mai più

Lui, sui vent’anni. Io gli sono di fronte, e lo osservo. Uno con la sua faccia non capisce un cazzo di niente, mi dico. Va tutto bene, devo pensare con calma che tutto va bene.
L’ho conosciuto su internet qualche mese fa, poi ci siamo dati appuntamento una sera ventosa di fine ottobre. Per la casa c’era un odore acre di incenso, e niente mi faceva supporre quello che da lì a poco sarebbe successo. Read More

Lì sul lungolago

Mentre si fissano l’uno di fronte all’altro, seduti a uno dei tavolini di quel bar sul lungolago, si rende conto di aver bisogno dell’altro in maniera definitiva. Seguendo il proprio ritmo biologico, gli sta raccontando di quanto si senta bene lì con lui, di come gli sia difficile immaginare di poter stargli nuovamente lontano per così troppo tempo. Read More

Costellazioni di desiderio

Lui mi guarda fissandomi con quello sguardo indagatore che non lascia scampo a vie di fuga. Oltre il bancone il barista continua il suo lavoro; a tratti sembra persino che il riflesso delle bottiglie proietta nei suoi occhi costellazioni di desiderio. Read More

Quel maledetto giorno di ferragosto

Di mio padre ricordo ben poco, certamente influì in questo il suo temperamento poco incline ai compromessi; però una cosa ho ben presente: il suo sorriso. Di quelli che sanno trasmettere la forza di una persona dalle origini contadine. A volte lo sogno, e mi rivedo davanti la sua bocca larga, il sigaro stretto tra le labbra che lui mordicchiava e risucchiava come la vita. Read More

Un sublime canto di noi

Mi piace stargli sdraiato accanto, nudi, in questo nostro lento staccarci, attaccarci per poi fonderci insieme come ombre sinuose. E il tempo si ferma, e così facendo ci concede la sua beatitudine; in questo nostro amare l’amore, in questo nostro diventare una sola carne, fisica e spirituale. Un canto del corpo destinato a intonare l’indissolubilità del nostro essere insieme, per sempre.