Là quella notte, di traverso sul letto…

Gli capitava spesso di fissarlo a lungo mentre dormiva, accovacciato in quella posizione fetale di traverso sul letto. Completamente nudo, un lembo del lenzuolo gli sfiorava il sesso lasciandolo intravedere nella penombra della notte, illuminato appena dalla luce al neon della strada che filtrava attraverso i fori della tapparella della porta finestra. Read More

Vedo schizzare fuori il sangue nelle provette

Ci sono momenti in questa mia vita sgangherata che rimpiango, e ogni tanto mi ritrovo a fare quello che non vorrei: guardarmi indietro. E allora fingo che non sia così, fingo di distrarmi e se me ne accorgo in tempo riesco persino a interrompermi e a cambiare argomento. Ma quando non riesco, tutto è così dannatamente buio, perso nella nebbia sbiadita di ricordi al limite della messa a fuoco. Read More

Sunday morning

Provo a mettere giù un pensierino un po’ sgangherato in questa domenica mattina; il sole mi riscalda, sono lucertola, me ne convinco sempre più. Stare al sole riesco a stare bene con me stesso, a cuocere a calore indotto e ventilato tutte le mie paranoie avvolte nella carta forno. Sì, certo, ho tremendamente paura di arrostire nella banalità, e mi sforzo per non essere sacrificato a un pranzo domenicale noioso e rarefatto. Per fortuna c’è il sole, ogni tanto nella mia vita dimenticata.

Mettiamola così, si vous voulez vraiment…

Mettiamola cosi, ho perso tutte le forze. Strano come a volte nella memoria non sia possibile recuperare i lineamenti delle persone che abbiamo amato un tempo. Seduto sul marciapiede osservo la strada vuota, alle quattro del mattino, sprofondato in quest’assurda città dimenticata da dio. Conto i secondi che mi separano dalla fine, desidero che questa notte sia la fine. La fine di tutto, di me di te del nostro stare insieme che ormai è putrefatto come cibo in scatola andato a male. E sento i brividi del tempo. Non importa, penso. Non ho fretta, penso. Ormai tutto è già accaduto, e metto giù.

La luce del primo pomeriggio

la luce del primo pomeriggio

Date anche a me (un po’ di)

Date anche a me (un po’ di)
quell’amore che merito,
stanco di mendicarlo nelle notti
puzzolenti di mediocrità
angoli di strade affollate
promesse rubate ad amplessi in piedi.
Date anche a me (un po’ di)
quell’amore che merito,
stanco di sentirmi usato e gettato
stropicciato tra parole accartocciate
umori vacillanti
sorrisi abortiti in anfratti bui
periferie dormienti.
Date anche a me (un po’ di)
quell’amore che merito,
dove l’anima si riposa
il corpo trasuda piacere.

Lascia che ti sogni nelle notti stanche

Lascia che ti sogni nelle notti stanche
sommerse dalla nebbia e dal freddo.
Lascia che ti sogni nelle notti stanche
e nel sognarti la mia pelle si riempia di te,
e le tue mani la percorrano come un camion
lungo le strade bagnate dalla pioggia;
i fari sparati nella nostra invidia e in quella degli altri.
Lascia che ti sogni nelle notti stanche
ascolta ragazzo mio, la vita è questa;
niente e nessuno potrà potarcela via.
Lascia che ti sogni nelle notti stanche
ascolta ragazzo mio, i sogni sono nostri;
nessuno potrà portarceli via.

Scritta di getto ascoltando
Dream baby dream, Bruce Springsteen