L’urlo

C’era qualcosa che non andava. Qualcosa di profondo. Una specie di urlo ricorrente che da dentro, da un punto nascosto dell’anima, a volte usciva strisciando lungo l’intestino per fermarsi in gola.
Un gesto sbagliato, un sorriso di troppo, parole dette e non comprese, uno sguardo imperfetto… E ogni volta quell’urlo si strozzava lì.
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L’agnello che salverà il mondo

Siccome ha smesso di piovere decido di uscire. Non ho soldi per andare nella birreria sulla strada dietro l’angolo; facendo due conti, con quello che avevo in tasca l’altro giorno dovrei resistere due mesi tra l’affitto, i pasti e lo stretto necessario. Cammino in lungo e in largo finché non ne posso più. Il quartiere è quasi deserto, se non per poche auto sullo sfondo, mi chiedo dove siano spariti tutti quanti. Read More

Siamo noi, e niente altro!

Ci trasciniamo da ore ormai stanchi di falsi echi di esistenza, per quartieri sconosciuti di questa città immaginaria, in quest’alba di un nuovo giorno tutto da inventare.
Loro credono in un Dio che verrà di certo – loro ne sono consapevoli più di quanto le verità stanno strette – io dovrei credere che sia già venuto. Già, tra queste strade sconosciute, tra gente sconosciuta che parla una lingua a me sconosciuta, che si muove a gesti sconosciuti, che ammicca a sguardi sconosciuti. Read More

Anche in questo capodanno

Quando decido che sarei rimasto qui a dormire fuori inizia a piovere. E penso che nei momenti importanti della mia vita inizia sempre a piovere. Lo prendo dunque come un augurio, o qualcosa del genere, e incrocio l’indice e il medio. Read More

Lettura e Scrittura

Lettura e Scrittura sono le mie amanti, dolce e tenere amanti; crudeli al momento giusto, bastarde a volte fino a farmi odiare di averle incontrate. La mia vita sarebbe vuota senza loro, senza l’insinuante e sottile desiderio di possederle entrambe, di mortificarle a volte, e poi riappacificarmi con quella spossatezza che prende solo dopo averci fatto l’amore. Read More

Ora, o mai più

Lui, sui vent’anni. Io gli sono di fronte, e lo osservo. Uno con la sua faccia non capisce un cazzo di niente, mi dico. Va tutto bene, devo pensare con calma che tutto va bene.
L’ho conosciuto su internet qualche mese fa, poi ci siamo dati appuntamento una sera ventosa di fine ottobre. Per la casa c’era un odore acre di incenso, e niente mi faceva supporre quello che da lì a poco sarebbe successo. Read More

Anch’io avrò forse un mio Dio…

Cammino da tre ore fissando il marciapiede, alla ricerca di qualcosa che non so ma che ho smarrito, in quest’alba congelata dalla nebbia, in una Milano ormai non più da bere. Alla fine mi abbandono su una delle panchine di questo parco, dietro un’ombra che mi offusca anche l’anima. Vorrei pregare, ci provo, ma non riesco. Read More

Quella mattina di settembre…

Quando uscì da quella stanza di motel che sapeva ancora di sesso la sua espressione era mutata. Una specie di sottile quanto indecifrabile tic iniziò a disturbargli il labbro inferiore; come se una mosca lo stesse pizzicando ogni tanto, e poi ancora e poi di nuovo. Un fastidio che sapeva di qualcosa di ancestrale, qualcosa che veniva da lontano, come una premonizione che ti assale all’improvviso, e all’improvviso sparisce. Read More

Così, per tutto il tempo…

Lui era sorpreso. Aveva incasinato tutto. In questo stato di cosciente arrendevolezza vide chiaramente che tutte le frustrazioni e i singhiozzi e i sentimenti spregevoli non erano altro che il percorso che loro erano stati costretti a percorrere per giungere dove erano adesso. Il fatto che fossero lì insieme, significava che l’altro era davvero qualcosa di simile al suo destino. Anzi, l’unico suo fottutissimo destino. Read More

Pomeriggio inoltrato. Tempo schifoso. Capolinea del tre

Sulla mia faccia sembra essere passato un camion. Il vento spazza anche la pioggia, che mi arriva addosso da ogni parte, mi entra perfino nella nuca e nella schiena. Non capisco che cosa sono venuto a fare fin qua. Piove sempre più forte. Vado. Raggiungo la fermata del tram. Seduti sotto la tettoia due ragazzi sui vent’anni fissano il vuoto. Jeans neri, maglietta nera. Bagnati. Anche sulle loro facce sembra essere passato un tir, di quelli che quando ti sorpassano in autostrada sembrano non finire mai. Read More